raffaele
de giuseppe
Il viaggio per noi di Spirito Contadino rappresenta la meraviglia di scoprire nuovi luoghi sconosciuti e sedersi al tavolo di un ristorante, chiacchierare e conoscere gli chef per costruire relazioni belle e interessanti, che ci fanno bene al cuore e che in questo periodo ci sono tanto mancate.
Riprendiamo il viaggio e ricominciamo lì dove eravamo rimasti per tornare alla vita. Ripartiamo proprio dalla nostra amata Puglia per recarci solo dove il cuore ci ha portato tra Fasano e Ostuni alla Masseria Montalbano (BR). Immersa in un bosco di ulivi millenari in un’atmosfera di pace, sorge in un borgo rinascimentale del XVI secolo, qui incontriamo lo chef Raffaele De Giuseppe appassionato esperto e creativo dei profumi, dei colori e dei sapori della sua terra. Sin da piccolo sviluppa una forte passione perla cucina mediterranea, varie avventure sia in Italia che all’estero gli hanno permesso di acquisire forti competenzee diventare una figura professionale altamente qualificata. La sua cucina è frutto dei ricordi d’infanzia, esperienzedi cene memorabili e esercizi culinari solitari con ingredienti sempre freschissimi abbinati a buona ed eccellente tecnica. Nei suoi piatti ci sono sfumature di mare e di terra, colori e sapori dell’orto adeguatamente accostati che permettono di fondersi per gustare tutto il buono che c’è. Non smette mai di informarsi, di imparare nuovi metodi, di scoprire e testare nuovi prodotti e ingredienti. Racconta: “dietro ogni eccellenza si nascondono storie altrettanto eccezionali di uomini e donne - come noi di Spirito Contadino - che hanno rifiutato di abbandonare i luoghi di origine per rivalutare i mestieri antichi, per coltivare erbe scomparse e valorizzare secoli di conoscenza”. Con il cuore al passato e l’occhio al futuro, si impegna a riportare in vita le tradizioni e a consegnarle a noi oggi attraverso la sua arte. Continua: “è possibile crescere in sintonia con la natura, amando e recuperando il proprio territorio, per farlo basta seguire la passione e la vocazione scritta nel proprio dna”. Raffaele sostiene che dietro la creatività e la perfetta riuscita di un piatto non si nasconde il lavoro di un singolo uomo, ma c’è l’impegno costante di una squadra che gioca ogni volta la sua partita.
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